raccomandazioni particolari
2. Raccomandazioni particolari
2.1. Prati previsti come superfici di compensasione ecologica
Secondo gli articoli 70 e seguenti della Legge sull'agricoltura (v. Ordinanza sui pagamenti diretti OPD), i prati estensivi o poco intensivi danno diritto a contributi finanziari (v. anche il documento SRVA, 2001). Un sostegno finanziario supplementare può essere accordato sulla base della Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio LPN (art.18sq) nel quadro di un contratto concluso con l’istanza cantonale della protezione della natura, o in applicazione dell'Ordinanza sulla qualità ecologica OQE (Ordinanza sul promovimento regionale della qualità e dell’interconnessione delle superfici di compensazione ecologica nell’agricoltura).
Per la semina di questi prati raccomandiamo la lista Ia per la miscela di base e le liste Ib/Ic per le miscele complementari. È pure possibile impiegare del fiorume appropriato.
Le nostre liste seguono le miscele raccomandate congiuntamente dalle stazioni federali di ricerca RAC / FAL e dall’ASCF, reperibili nel commercio; v. "Mélanges standards" (Mosimann et al., 2000) e "AGFF-Merkblatt Nr. 13" (Dietl et al., 2000). Le stazioni federali rivedono periodicamente la composizione delle miscele esistenti e ne sviluppano di nuove. Effettuano inoltre il controllo delle sementi. L’ASCF assegna un marchio di qualità per le sementi di prati fioriti. 
Prato a Avena altissima, seminato in pianura (Foto: W. dietl, FAL)
Distinguiamo la pianura e la fascia montana inferiore (fino a 900 m s./m.) e la fascia montana superiore (fino a 1200 m s./m. o 1400 m s./m. nelle Alpi centrali). Nella fascia superiore, in prossimità delle superficie da seminare è generalmente presente un ricco corteggio floristico: perciò per creare un parto estensivo è sufficiente stabilizzare la parcelle con poche specie comuni; molte specie si installeranno spontaneamente.
| Prato a gramigna bionda |
Miscela di base
La lista Ia corrisponde grosso modo alle miscele graminacee/leguminose SM 450, SM 451 e SM 455 raccomandate dalle stazioni federali. Comprende specie prative frequenti spesso usate per le semine, che hanno il compito principale di coprire rapidamente e stabilizzare il suolo. Questa miscela è indicata per quasi tutti i prati dell'orizzonte collinare e montano (fino a 1200 m s./ m.).
Per creare un prato estensivo o poco intensivo la miscela di sementi deve provenire dalla Svizzera, dalle regioni alpine e giurassiane limitrofe o dal sud della Germania. È opportuno limitare la provenienza alla grande regione (fig. 1) dove è ubicata la parcella in questione.
Miscela complementare
Le liste Ib e Ic corrispondono grosso modo alle miscele SALVIA (stazioni secche, fino a 900 m s./m.), HUMIDA (stazioni umide, fino a 900 m s./m.), MONTAGNA (sopra i 900 m s./m.) e BROMA (fino a 1200 m s./m.), raccomandate dalle stazioni federali.
Al momento della semina è necessario aggiungere alla miscela di base almeno 10 specie rilevanti di queste due liste (cfr. 1.6. per le specie non citate). Il documento "AGFF-Merkblatt Nr.13" (Dietl et al., 2000) indica le preferenze ecologiche di ogni specie.
La lista Ib include specie relativamente frequenti: è sufficiente che la semenza di base provenga dalla grande regione (fig. 1) d'intervento. Le specie della lista Ic sono invece meno diffuse o comprendono degli ecotipi regionali: la semenza di base deve in questo caso provenire dalla regione (fig. 1) dove si trova la parcella da seminare. Bisognerebbe incoraggiare la spartizione delle provenienze fra distributori di sementi.
Osservazione importante: se non esistono sementi della grande regione o della regione in questione, è necessario rinunciare ad aggiungere specie complementari!
2.2. Superficie di compensazione ecologica in campicoltura
Gli articoli 70 e seguenti della Legge sull'agricoltura (v. Ordinanza sui pagamenti diretti OPD) prevedono contributi finanziari per i maggesi fioriti, i maggesi da rotazione e i margini estensivi delle colture (v. anche il documento SRVA, 2001). Un sostegno finanziario supplementare può essere accordato in base alla Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN), art.18sq, nel quadro di un contratto concluso con l'istanza cantonale che si occupa della protezione della natura.
Esempi di maggesi fioriti nel Cantone di Ginevra (Foto: C. Lambelet, CJBG):
Maggese fiorito di 1 anno (Avully) | ||
| Maggese fiorito di 2 anni (Collex-Bossy) | |
Maggese fiorito di 3 anni (Avully) |
Maggesi fioriti e maggesi da rotazione
Per la semina di questi maggesi raccomandiamo le liste IIa, IIb e IIc.
Queste liste riprendono abbondantemente quelle delle miscele raccomandate dalle stazioni federali RAC/FAL, disponibili in commercio (v. Schaffner et al. 2000). In collaborazione con il "Gruppo di lavoro sulla compensazione ecologica in campicoltura", le stazioni federali ritoccano le miscele esistenti, ne sviluppano di nuove e assicurano inoltre il controllo delle sementi.
La lista IIa comprende soprattutto specie annuali (d'estate e d'inverno). La lista IIb propone specie con un ciclo di vita più lungo, ideali per la costituzione di maggesi fioriti. La miscela per un maggese previsto per diversi anni è completata dalle specie della lista IIa. Se si desidera aggiungere specie della lista IIc è necessario considerare rigorosamente la regione.
Per le liste IIa e IIb, è necessario utilizzare semi prodotti a partire da una semenza di base proveniente dalla grande regione in questione (fig. 1). Per le specie estinte o divenute rare nella regione è possibile raccogliere la semenza di base in un territorio limitrofo. Per contro, per la lista IIc, che comprende specie regionali, questa semenza deve provenire dalla regione (fig. 1) dove sono ubicate le parcelle da rinverdire. Bisognerebbe incoraggiare la spartizione delle provenienze fra i distributori di semi.
Osservazione importante: le zone già ricche di specie o che ospitano specie e ecotipi rari non devono essere seminate!
Margini colturali estensivi
Per i margini colturali estensivi il commercio propone miscele che corrispondono alle raccomandazioni della CPS (p. ex. Agroflor e Agroflor Plus, sviluppate dall'Alta scuola svizzera di agronomia di Zollikofen in collaborazione con Pro Natura e Eric Schweizer Sementi SA, venduti con il marchio Pro Natura). La semenza deve provenire dalla grande regione (fig. 1) d'intervento.
2.3. Scarpate stradali e ferroviarie
Con l'impiego di un miscela di sementi o di piantine appropriate queste scarpate possono acquisire un grande valore biologico e rappresentare un importante corollario dei prati fioriti.
Proponiamo le direttive e le liste Ia / Ib / Ic indicate per i prati estensivi (cfr. 2.1). Le semine con fiorume sono particolarmente raccomandate, a condizione di reperire una fonte di approvvigionamento adeguata nelle vicinanze.
2.4. Zone edificate
Nelle zone urbanizzate le aiuole di piante selvatiche e le superficie più ampie (p. es. depositi di materiali terrosi) possono essere di grande valore se sono composte da miscele adeguate (comprendenti in particolare piante erbacee di grandi dimensioni). Questi ambienti favoriscono la diversità non solo della flora indigena, ma anche della fauna in generale e degli insetti in particolare. Sono indispensabili per lo svernamento di diverse specie animali.
Proponiamo le direttive e le liste Ia / Ib / Ic e IIa / IIb / IIc indicate per le superficie di compensazione ecologica nelle zone prative o di campicoltura (cfr. 2.1 e 2.2).
Il commercio propone miscele che corrispondono alle raccomandazioni della CPS (p. es. Ecoflor, sviluppata dall'Alta scuola svizzera di agronomia di Zollikofen e dall'Università di Berna in collaborazione con Pro Natura e Eric Schweizer Sementi SA, con il marchio Pro Natura).
Ecoflor a giugno dell'anno di semina | ||
| Ecoflor in inverno offre rifugio e cibo a numerosi (Foto: H. Ramseier, HESA, |
L'impianto di siepi con specie indigene ha un elevato valore biologico. La composizione può prevedere specie come Euonymus europeus (cappel di prete), Viburnum lantana (viburno lantana), V. opalus (viburno oppio), Ligustrum vulgare (ligustro), Corylus avellana (noicciolo) e Lonicera xylosteum (caprifoglio peloso). Sotto queste siepi, al posto delle solite specie di copertura monotone (diverse specie di Cotoneaster*, Lonicera e Symphoricarpus, Hypericum calycinum, ecc.) si possono utilizzare specie forestali presenti nella grande regione, come Carex sylvatica (carice delle foreste), C. pilosa (carice pelosa), Hedera helix (edera), Vinca minor (pervinca minore) e Galium odoratum = Asperula odorata (stellina odorosa).
* certe specie di Cotoneaster sono piante-ospiti del fuoco batterico (cfr. 1.7)!
Per il rinverdimento di tetti dovrebbero essere utilizzate unicamente piante indigene della regione d'intervento (fig. 1).
2.5. Sistemazione di piste da sci e altri movimenti di terra agli orizzonti subalpino e alpino
Sopra i 1200 m s./m. è particolarmente importante introdurre esclusivamente materiale indigeno proveniente dalla stessa regione (fig. 1) e da un'altitudine superiore a 1200 m s./m.; v. anche il documento "AGFF-Merkblatt Nr. 15" (Dietl et al., 1999). Sopra il limite della foresta la ricostituzione di un manto vegetale è molto onerosa, spesso addirittura impossibile: è dunque necessario evitare movimenti di terra su grandi superfici e rispettare le raccomandazioni federali (OFEFP 1991). Per superficie di più di 2000 m2 è indispensabile effettuare uno studio d'impatto ambientale.
Per la semina di terreni denudati devono essere impiegate (dopo incorporazione di humus al suolo) 10-15 specie della lista IIIa e 4-6 specie della lista IIIb. La semina dovrà essere completata con l'impianto a isole (di ca. 1 m2) di pianticelle delle liste IIIa e IIIb coltivate all'orizzonte subalpino. Queste piantagioni devono essere protette con cure particolari contro l'erosione, per esempio ricoprendole con stuoie di tessuti biodegradabili.
Effetti negativi sul paesaggio in altitudine (Foto R. Delarze, Aigle VD):
| Installazioni per lo sci | |
Movimenti di terra per la costruzione di piste da sci (Unterrothorn VS) | ||
Danni d'erosione, nonostante il rinverdimento |
2.6. Vigneti
Per mantenere nudo il suolo la viticoltura ha praticato la sarchiatura o la distribuzione di erbicidi. Oggi numerosi vigneti sono inerbiti per prevenire l'erosione e favorire la fauna ausiliaria. Questa nuova pratica comporta la regressione delle popolazioni di numerose avventizie caratteristiche delle vigne come Tulipa sylvestris (tulipano dei campi), Gagea villosa = G. arvensis (cipollaccio dei campi), Muscari racemosum (muscari atalantico) e M. neglectum (muscari ignorato) e Calendula arvensis (fiorrancio selvatico). Brunner et al. (2001) elencano le misure da applicare per mantenere e favorire le geofite a bulbo. Per reintrodurre specie selvatiche delle vigne è necessario utilizzare sementi o piantine della stessa regione (fig. 1).
2.7. Riserve naturali e altri ambienti rari
Si tratta di prati magri secchi o umidi, le siepi e i margini forestali, le foreste chiare, le zone alluvionali, le cave, gli stagni, le paludi, i muri a secco, le rive dei ruscelli, dei laghi, ecc. (v. le associazioni fitosociologiche rare in Hegg et al., 1993 e Delarze et al., 1998).
Per le superficie di meno di 100 m2, si dovranno utilizzare sementi o piantine di specie indigene della stessa regione (fig. 1), previa verifica della loro passata presenza in stazioni simili, facendo riferimento a Schinz e Keller (1923). Per superficie più grandi è necessario rivolgersi all'ufficio cantonale competente per la protezione della natura.

















